martedì 5 febbraio 2008

PARCHEGGI SCAMBIATORI

PARCHEGGI SCAMBIATORI

UNA BUONA IDEA GESTITA MALE!!!!


Siamo alle solite, continuiamo a pensare che si possano cambiare le abitudini della "gente" obbligandola con metodi costrittivi a comportarsi in maniera opposta alle proprie abitudini radicate nel tempo.

Prendiamo per fare un esempio la brillante idea di alcuni amministratori che hanno pensato di importare delle soluzioni come quella delle piste ciclabili, in città dove per cultura e per orografia del territorio sono impraticabili, è chiaro a tutti che in alcune aree geografiche dove le città si sono sviluppate su acclivi più o meno ripidi sia impensabile obbligare i cittadini all'utilizzo di un mezzo come la bicicletta per muoversi, ( a meno che non siano tutti dei Pantani) nonostante questa difficoltà di poco conto, continuano ad investire denaro pubblico considerando tutti i cittadini come abitanti della valle padana o della verde Olanda.


Ma veniamo al parcheggio scambiatore, l'idea sarebbe quella di consentire (non imporre) ai cittadini di evitare l'utilizzo della propria autovettura perlomeno all'interno dei centri storici o delle mura della città, bene, e cosa fa un'amministrazione che per decenni non è stata capace di pensare un servizio di trasporto pubblico efficiente e ha obbligato i cittadini a congestionare le città perchè non vi era alternativa? crea il PARCHEGGIO SCAMBIATORE, UN NON LUOGO, dove, in una distesa di asfalto o pavimentazione autobloccate, una mamma dovrebbe lasciare sotto il sole (in alcune aree 40° all'ombra) o sotto la pioggia, il proprio figlio in attesa di una navetta (a pagamento) che nella maggior parte dei casi ritarderà, oppure, immaginate la commessa, il dipendente di un ufficio o il dipendente pubblico che preferisce lasciare il proprio mezzo in questo deserto (a pagamento) senza nessuna garanzia di ritrovarlo, per attendere la navetta che anche in questo caso potrebbe non sopraggiungere in tempo utile.



Indovinate a fronte di questo sacrificio quale è la nobile finalità dell'amministrazione? voi penserete: ridurre l'inquinamento che soffoca i nostri centri storici, NO! ridurre il traffico rendendo più fruibile la città, NO! migliorare la qualità della vita ai cittadini, NO! niente di tutto questo, lo scopo è quello di far cassa, ESATTO.



facciamo un po di luce sui fatti.


per agevolare un nuovo stile di vita nella "gente" sarebbe opportuno dimostrare che una cosa è meglio dell'altra, quindi l'ipotesi più plausibile sarebbe quella di invogliare a cambiare.

Prendiamo ad esempio una città del sud, servizi pubblici ZERO ordine ZERO pulizia ZERO ma, la "gente" ha delle piccole abitudini che bisogna saper leggere.

Cosa fa la commessa o il dipendente o la mamma la mattina quando si immerge nel traffico? sicuramente impreca o cerca scorciatoie per arrivare prima, si innervosisce ed il suo comportamento nei riguardi del prossimo si inacidisce, MA.... non gli togleremo mai l'abitudine di fermarsi anche solo per cinque minuti al BAR a scambiare due chiacchere, a prendersi un caffè o a leggere qualche titolo di giornale. allora se sappiamo decifrare i comportamenti, perchè anzichè progettare UN NON LUOGO a pagamento per rimpinguare le casse dissestate di qualche comune, non offriamo in concessione con la formula del project financing a qualche imprenditore la costruzione e gestione di UN LUOGO DI AGGREGAZIONE, dove oltre a parcheggiare si possano fornire servizi BAR, SALE D'ASPETTO, EDICOLE, come in un'areoporto dove la mamma lasci di buon grado suo figlio e l'operaio o la commessa si incontrino bevano un caffè, dove il commercialista legga il giornale e scabbi due chiacchere con il barista, tutti in attesa della navetta GRATUITA, magari elettrica che si ricarica grazie ai pannelli fotovoltaici posti sulla copertura dell'edificio servizi e il tutto con il soddisfacimento di tutti e tre gli attori, I'amministrazione, il cittadino e l'imprenditore.

Allora si che dopo qualche anno avendo dimostrato che il sistema è efficiente e che soddisfa la richiesta delle esigenze dei cittadini si potrebbe chiedere un piccolo contributo in termini monetari alla collettività, perchè a quel punto la "gente" avrebbe incluso nelle proprie abitudini un luogo di aggregazione dove è piacevole fermarsi e magari accettare di buon grado il pagamento di un pedaggio.


ciao