A chi afferma che è quasi impossibile oggi fare una buona Architettura in questa selva di normative, che comprimono e snaturano qualsiasi tentativo di sviluppare una un'idea progettuale per le città e allo stesso tempo abbia la capacità di rispondere sia in termine economico che qualitativo alle richieste della committenza, vorrei far notare che uno dei settori più vincolati del design come quello dell'autovettura, pur avendo vincoli spaziali e di volume e standard di sicurezza sempre più rigidi, dimostra anno dopo anno una capacità di innovazione stilistica e tecnologica.
ma facciamo luce sui fatti

Certo, non necessariamente tutti i vincoli aiutano a migliorarsi, ad esempio nei centri storici di alcune città, “ZTO A” dove, ad un numero altissimo di edifici simili ma senza nessun valore storico, artistico e architettonico, il numero di autorizzazioni, obblighi, pareri, etc… non consente alla committenza di investire e perche no di speculare, per la scarsa convenienza economica l’alto rischio in termini di sicurezza dei cantieri, gli alti costi della logistica.Forse sarebbe il caso di stabilire una volta per tutte, quali sono gli edifici da vincolare, concedendo per gli altri un premio di cubatura (vedi corti, cortili interni e sottotetti) che giustifichi l’intervento del privato che pur mantenendo i paramenti esterni per il decoro urbano, (vedi antica commissione di pubblico ornato) giustificherebbe il suo intervento con il giusto rientro economico, questa mia utopia darebbe luogo alla pressante richiesta delle amministrazioni di riqualificare i centri storici, passando da un'amministrazione che tendenzialmente utilizza il sistema sanzionatorio o punitivo a quello premiale, per perseguire un risultato di pubblica utilità.
In una società libera lo stato non dovrebbe amministrare gli affari degli uomini. Dovrebbe amministrare la giustizia sugli uomini che conducono affari privati. Walter Lippmann

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